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Queste riflessioni sulla guerra in Iraq,sono nate nei giorni della strage di Nassirya da un confronto avuto con un ex militare sul forum dei Nomadi,il quale affermava che un un morto militare merita più rispetto di una qualunque altra persona che muore sul  lavoro...Tutto quello che leggerete  è tratto dalle mie risposte e da riflessioni seguenti...

Le mail sono state scritte tra il periodo che va dall'11 al 23  novembre del 2003


Nulla di personale,rispetto il tuo punto di vista, ma mi dispiace,non sono d'accordo su nulla di quello che dici...
Il bene della nazione? E chi lo stabilisce il bene della nazione? Il bene comune? Non potrò mai considerare una guerra contro tutti i principi fondamentali di ciò che mi insegna la mia coscienza e della costituzione della repubblica democratica nella quale vivo,il bene della nazione o il bene comune,non venirmi a dire che quei ragazzi sono morti anche per me o per la patria perchè queste sono le parole usate dai regimi per propagandare i loro sporchi interessi,lo sai ho sentito proprio mezzora fa un comunicato dell'editorialista del giornale ufficiale dei carabinieri,chiedeva di ritirare immediatamente i nostri soldati perchè è evidente ormai che quella non è una missione di pace ma si trovano in mezzo a una guerra.
La pace non si costruisce coi fucili,mai,in nessun caso.
Tu dici che la Nazione gli ha ordinato di partire e che loro non volevano,mai sentito parlare di obiezione di coscienza? Chi esegue un ordine è responsabile quanto e come chi glielo dà.
La vita militare è una scelta,che uno fa secondo la propria coscienza e sapendo bene che gli verrà affidata un arma in mano,che potrà essere ucciso è vero ma che potrà anche uccidere,ma non dirmi che un muratore o un contadino meritano meno rispetto,è una cosa che non posso accettare,non esiste fare differenze di questo tipo,i morti meritano tutti lo stesso rispetto,contadini ,muratori o militari,italiani,americani o Iraqueni...il sangue è tutto dello stesso colore..quello che non sopporto è che usano questi poveri ragazzi anche da morti...il dolore sincero si esprime in silenzio o piangendo e pregando...non con la propaganda!!!!

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OK,siccome trovo che questa discussione sia interessante e quanto mai attinente alla realtà di questi giorni,anche se mi rendo conto estremamente complessa e delicata,ci tengo molto ad avere un confronto sereno con te su questi temi.Premetto innanzi tutto che se quello che è successo non mi avesse sconvolta e profondamente scossa,non avrei reagito come ho fatto,avrei cercato di esprimere più chiaramente il mio pensiero,del quale comunque non cambio il concetto.Ho parlato forse con troppa fretta e senza precisare bene alcuni termini.Mi rendo conto che parlare con te di questo argomento,può solo aiutarmi a capire meglio la situazione (dato che tu hai detto che non ho capito niente!)tu sei stato un militare e probabilmente puoi chiarirmi bene alcune cose,tieni presente però che io da libera cittadina,e sovrana ,ho il diritto di esprimere liberamente il mio pensiero,senza sentirmi accusare di non amare il mio paese o quelli che pensano di morire in nome di quello stesso...
tu dici:
"loro sono partiti anche per te, perchè la NAZIONE, ossia quelli che la governano rappresentando il popolo, gli hanno ordinato di partire. "
ok!a questo concetto hai risposto da solo,sono partiti per eseguire un ordine del governo...ti faccio io una domanda:quando un militare giura fedeltà alla patria e alla bandiera,cosa significa? Giura fedeltà alla costituzione della repubblica o al governo di turno? E se il governo di turno viola la costituzione della repubblica un militare ha il diritto di dire di no? Ti ho detto che non sono partiti per me per questo motivo,l'articolo 11 parla chiaro "L'italia ripudia la guerra come strumento d'offesa alla libertà degli altri popoli" se la costituzione vale ancora qualcosa,mi sembra chiaro che non sono morti ne per la patria,ne per me.

Tu dici ancora:
"L'obiezione di coscienza esiste, certo, ma una nazione di obiettori di coscienza non avrebbe una forza armata per potersi difendere in caso di attacco o da utilizzare in molti altri casi. "

oK....guarda che non ti ho parlato a caso dell'intervista dell'editorialista del giornale dei carabinieri,la cui posizione per altro sembra condivisa dal sindacato dell'arma a quanto ho capito....loro sono stati mandati laggiù per una missione di pace e invece hanno trovato una guerra....sono stati ingannati...si rendono conto di trovarsi li illegalmente dunque,se ascoltassero la loro coscienza,e volessero essere coerenti con la costituzione del loro paese,dovrebbero disobbedire agli ordini,non so se questo possa chiamarsi obiezione di coscienza,o diserzione però per me sarebbero anche in questo caso degli eroi e saprei che lo fanno anche per me,che pagheranno con la propria libertà l'amore per la patria e per il loro paese e soprattutto per la giustizia! E se ti dico questo è perchè ho talmente tanto rispetto per loro, che sono laggiù,e credono di esserci anche per me da non volere che facciano la stessa inutile fine di quei poveri ragazzi che torneranno a casa dentro una bara! E per cosa poi? per chi? per me o per il signor Bush?
Poi dici ancora:

"Le forze armate sono quanto mai necessarie ed è un gran bene che ci sia gente disposta al sacrificio, e che crede nella patria. "

sono d'accordo,ma i soldati vanno educati innanzi tutto ad avere una coscienza,l'obbedienza cieca è una cosa troppo pericolosa,libri di storia alla mano ,ha causato soltanto milioni di morti innocenti!!!!

poi dici:
"Non ho mai detto che la loro vita valga piu' di quella di un contadino, ma che la loro morte ci debba toccare di piu' si. ."


Prima di essere militari si è cittadini e prima di essere cittadini si è persone....scusami questione di punti di vista e di sentimenti forse,a me tocca la morte,non riesco a concepire la violazione di un diritto fondamentale dell'uomo e cioè quello alla vita,un diritto che ribadisco,secondo me non può essere difeso con un fucile in mano...

poi dici ancora:
"Se lo stato non li avesse mandati a difendere interessi che non ci appartengono in quella terra lontana non sarebbero mai morti. E lo stato siamo noi.
Nessuno li ringrazierà mai abbastanza, non tanto per questo sacrificio, di per se abbastanza inutile, ma per esser stati pronti a partire e a seguire il desiderio della Nazione."

questa è la cosa che mi fa arrabbiare più di tutto,sono morti e sono morti inutilmente e senza rendersi conto che sono morti per qualcosa nel quale probabilmente non credevano neanche,se è vero quello che ha detto quel maresciallo dei carabinieri,quelli rimasti non hanno altra scelta che obbiettare.

Ma questo è solo il mio personale punto di vista,non mi ritengo custode di nessuna verità assoluta,quindi può essere sbagliato..
La mia patria è il mondo,le mie priorità le persone e il mio ideale la "non violenza"....

spero di essermi espressa chiaramente e di non essere stata fraintesa;se vuoi e pensi che ne valga la pena puoi rispondere alle mie domande.
Ciao e grazie per la discussione,penso che sia importante dare spazio alle parole ,un confronto sereno su queste cose può solo aiutarci ad aprire gli occhi...e a darci più consapevolezza..

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Non gli chiamerò eroi e aggiungo che eroi è un termine che ho usato anche io ma forse l’ho fatto con troppa leggerezza,e condizionata dal clima generale;considerare eroe chi sostiene di essere disposto a sacrificarsi per la patria ,vi dico la verità mi fa paura e mi pare un po’ pericoloso! L'argomento è complesso e delicato, forse troppo più grande di me perché io possa capirne i meccanismi, ma discuterne mi sembra importante;quando affronto una discussione specialmente su temi di questo genere non parto mai dal presupposto :”io ho ragione e tu hai torto” perché penso che una discussione veramente costruttiva sia data dal confronto fra due o più punti di vista differenti cercando ognuno di capire quello dell’altro….poi è bello e stimolante parlare con chi la pensa diversamente ci aiuta a capire molte cose.Per questo motivo mi rivolgo ancora allo stesso interlocutore perché con lui è iniziato questo confronto:”non ce l’ho con te in particolare, mi raccomando non pensare che sia personale perché non lo è :))
Il discorso che il governo è comunque democraticamente eletto no è un discorso sbagliato,ma io mi chiedo però se un voto dato, equivale alla firma su una cambiale in bianco.La carta costituzionale è la carta che sancisce i nostri doveri ma che garantisce anche i nostri diritti se questa può essere aggirata tanto facilmente, interpretata a piacimento e strumentalizzata dal potere e dagli interessi dei governi,secondo me è lecito pensare che non garantisce proprio nulla, la conclusione logica che ne traggo allora è che la democrazia è finita…e poi facciamo la guerra per portare la democrazia! mah! Sono del parere che considerare legittimo l’impiego dei nostri soldati in Iraq,non sia comprensibile, non esiste il fatto che viene presentata come una missione di pace,i media sono strumenti di potere potentissimi e anche quelli nelle mani di chi ha tutto l’interesse a farci credere a ciò che loro vogliono che crediamo;ci raccontano di rastrellamenti,bombe sui civili, sparatorie ecc.ecc. e ci dicono che la guerra è finita,mi chiedo: ma come si fa a crederci? Il mio parere è che la guerra in Iraq non è mai finita, ma non da ora, dal 91, e di quella in Afganistan ? Non si sa più nulla, cacciati i Talebani risolti tutti i problemi, che ce ne frega se la gente muore di fame se i bambini saltano sulle mine e vengono ridotti a brandelli, sono solo effetti collaterali! Certo ci sono quelli di Emergency o medici senza frontiere che affrontano la morte e le tragedie ogni giorno a rischio della propria vita,poi tornano e ci gridano il loro “no alla guerra senza se e senza ma”E bè? Ma loro non sono mica eroi sono solo “medici confusi”! O peggio ancora “pacifisti senza cervello”!!! 

Tutte le guerre sono paradossi incredibili, durante una guerra non ci sono più regole,non c'è più niente come ha detto Gino Strada a Ballarò... una guerra è tutto e il contrario di tutto,non c 'è logica che possa giustificarla, è una cosa senza senso, una contraddizione gigantesca e tragicamente pagata sempre con il sangue di persone innocenti,anche dopo anni dalla fine di un conflitto la popolazione continua a pagarne le conseguenze,non dimentichiamo che ancora oggi in Italia si ritrovano armi in perfetto stato sfuggite alle bonifiche dopo la seconda guerra mondiale e cioè dopo 50 anni!!!!.Il fatto che un militare prima deve obbedire e poi può discutere l’ordine mi pare allucinante,prima si esegue poi si ragiona,mi sembra una contraddizione terribile,io credo che proprio qui sia lo sbaglio,andare in missione pur contro la propria opinione che significa ? Che uno è disposto a morire per la patria anche calpestando i propri principi? Questo mi sembra paradossale e troppo vicino a ciò che temiamo di più e cioè il fanatismo, e calpestare i propri principi in questo caso e in molti casi storici non significa andare contro gli interessi della patria stessa? E per cosa muoiono allora questi ragazzi?.
In quello che ci colpisce in questi giorni non possiamo dimenticare ,come diceva don Milani già quarant'anni fa che oramai sono i soldati che muoiono incidentalmente,che le armi in dotazione agli eserciti mirano direttamente ai civili, bisogna per forza ripensare ai doveri e agli ideali di un soldato e di un esercito e partire da presupposti diversi o non usciremo più da questa spirale di violenza.
Sulle ragioni che hanno scatenato questa guerra ….mah...ancora non capisco, guerra al terrorismo? Saddam in possesso di armi micidiali? Mi viene in mente una battuta del grande Guccini:
"...certo in Iraq dobbiamo andarci hanno le armi di distruzioni di massa, noi lo sappiamo,ci sono le prove,abbiamo le fatture"
Maledizione! Le fabbrichiamo e le vendiamo noi le armi che poi ammazzano i nostri soldati.Saddam Hussein è una creatura dell’occidente,idem per Bin Laden, un altro esempio :ora siamo alleati con il Pakistan e quel generale che ha preso il potere con un colpo di stato…per adesso gli diamo tutte le armi delle quali ha bisogno,che c'è di male? Ci fa comodo,esegue i nostri ordini come un cagnolino,fa quel che gli diciamo! poi fra una decina di anni quando deciderà di non darci più ascolto gli faremo la guerra come abbiamo fatto all’Iraq….ma siamo impazziti? Ma come si fa a dire che tutto questo lo fanno o per la pace e per la democrazia? Non ci sarà mai libertà e pace finchè non ci sarà giustizia ,senza contare che questa guerra la stanno trasformando in un confronto di ideologie e religioni,cosa che non è,è una guerra fatta solo per difendere i privilegi dell’occidente, il terrorismo così non lo elimineranno, lo quadruplicheranno! Ho la spiacevole sensazione che il nostro paese insieme a buona parte del resto del mondo stia andando allo sbando, mi sembra un auto in corsa senza nessuno al volante, e quella che ne sarà investita e sepolta è l’umanità…


la via della “Non violenza” è difficile e piena di rischi,richiede un grande coraggio e una forza interiore mostruosa…ma continuo a credere che sia l’unica possibile...
Perdonatemi ancora lo sfogo..


debby

 

 

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