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Le vere
meraviglie
Non so bene da dove cominciare ,l’argomento è, come al solito, molto
più grande di me …ma non posso tacere, ho voglia di dire quello che
penso su
qualcosa che mi sta molto a cuore e lo farò, seguendo un filo
immaginario attraverso le canzoni dei Nomadi. E' incredibile come
ogni loro canzone possa ricondurci ai più svariati argomenti, è
proprio questa forse, una delle magie più belle della loro musica.
In
realtà, questo brano lunghissimo, potrebbe essere diviso in due parti distinte
che, sono poi,forse, due cose totalmente diverse,ma non ho potuto dividerle, penso
che, solo cercando di capire la prima si possa comprendere veramente anche la
seconda,c’è poco da fare, sarà il mio senso pittorico un po’ strampalato,
ma amo i contrasti forti, infatti penso
che solo questi possano riuscire a dare alle cose, il giusto grado di chiarezza e
di profondità. Comincerò col raccontarvi delle belle storie, storie di cose
che in qualche modo ho vissuto e continuo a vivere ogni giorno, ma vi avverto
che le conclusioni forse non vi
piaceranno, del resto non piacciono nemmeno a me…
Il
3 dicembre del 1922 veniva istituito il primo
parco nazionale italiano “il parco nazionale del Gran Paradiso”il 3 dicembre
di quest’anno dunque, questa autentica meraviglia italiana ha compiuto ottant’anni. Da quando l’ho visitato la prima volta,per me è diventato
inevitabile passarci almeno una settimana delle mie vacanze ogni anno, e anche
quando torno a casa, non passa quasi giorno nel quale non pensi
a quelle montagne…non so…mi sono rimaste nel cuore, è un luogo
magico, un posto dove veramente riesco a sentirmi in pace con il mondo e con me
stessa, immagino che questo dipenda dal fatto che, là ci sono poche tracce del
progresso avuto dall’uomo negl’ultimi cent’anni,o comunque sono nascoste
molto bene. Vi giuro che quando vado là è come entrare in un'altra
dimensione, la dimensione giusta per me. Spesse volte ho avuto la fortuna di
assistere a delle scene che
ora, a ricordarle, sembrano una visione:
provate
a immaginare di essere su
un sentiero della selvaggia e aspra Valsavarenche(cuore del parco ),là
non esistono impianti di risalita, l’unica soluzione per raggiungere quei
valloni meravigliosi ad alta quota , sono cuore
,muscoli buoni e
volontà ; vi trovate a circa 1800 m di altitudine, il dislivello da
affrontare è di circa 1000 metri da percorrere in poco più di un ora e mezza;
siete a metà del percorso,l’aria pungente , limpida del mattino, ed il vento
gelido che scende attraverso i canaloni dei
ghiacciai, mordono le vostre gambe.Vi state arrampicando attraverso uno strettissimo sentiero, circondati dal rosa
intenso di un fantastico sottobosco di rododendri selvatici in piena fioritura e,
siete sovrastati da altissimi pini ,larici , abeti secolari ,
attraverso i rami dei quali riuscite ad intravedere il colore turchese
del cielo. Il fiato è corto, la fatica incredibile, dovete fare appello a tutta
la vostra forza di volontà per continuare …la montagna è così , una sfida
continua, dovete ricordare sempre che se ce la farete a raggiungere il traguardo
prefissato alla partenza, è perché l’avete rispettata e perché è lei che
ve l’ha concesso. C’è silenzio ma, è solo apparente; se vi fermate un attimo ad
ascoltare con attenzione, sentite un picchio che sta lavorando
freneticamente, riuscite a sentire e se siete fortunati anche a
intravedere qualche battito d’ali che scompare in modo talmente veloce
tra le foglie degl’alberi, da farvi dubitare di averlo visto davvero, sentite in
lontananza anche il rumore assordante di una cascata… non sapete spiegarvelo
ma è come se tutto ciò che vi circonda fosse vivo…
è come se vi stesse
parlando. Immaginate ora il sole del
primo mattino che, si sta alzando nel cielo e si affaccia timidamente da una
roccia che sporge a mille metri sopra di voi, immaginate l’unico dei suoi raggi che riesce a filtrare
e a farsi strada
attraverso il verde degl’alberi :illumina
una piccola radura molto vicina a voi, immaginate di alzare lo sguardo attirato
dal rumore di un rametto che si spezza e
di vedere apparire in quel fazzoletto di bosco, illuminato da quell’incredibile
fascio di luce solare, un bellissimo esemplare di camoscio che
vi guarda con aria vigile ,interrogativa e di sfida,sembra che vi stia
dicendo:”prova a prendermi se ci riesci!!!”…resta fermo ma, è pronto a
fuggire al minimo segnale di pericolo che, può essere anche il vostro più
impercettibile movimento, e voi
rimanete lì ,col cuore che si agita per l’emozione ma immobili per una
manciata di secondi che sembra interminabile , a quel punto
pensate che quel bosco è popolato dai folletti e
dagl’elfi. Si quel camoscio,l’acqua limpidissima dei ruscelli,l’aria
stessa devono essere proprio loro,gli
spiriti della natura ….creature fatate…
Sembra la scena di un film fantastico
ma mi è successo davvero e per me
è stata una cosa eccezionale, un esperienza incredibile, credo che ricorderò
quel momento e quell’immagine per tutta la vita .Avete mai atteso quasi un ora
vicino alla tana di una marmotta, attenti anche a respirare solo per poterla
fotografare?…bè ci vuole molta pazienza, ma quando esce dalla tana,vinta
dalla sua innata curiosità, vi garantisco che la soddisfazione è sempre
grandissima… Avete mai attraversato una foresta incontaminata ?…o dormito in
una tenda a 2000 metri con la temperatura prossima allo zero, cullati dal fragore
di un torrente che scorre con una potenza incredibile e che si trova solo a
pochi metri da voi? …Avete mai alzato gli occhi e guardato il cielo limpido
della notte a quell’altitudine?…mi ricordo una sera,era la notte di
S.Lorenzo, la notte delle stelle cadenti, a Degioz c’era il cinema
all’aperto, ma il vero
spettacolo è stato quel meteorite che è caduto nell’atmosfera lasciando una
scia luminosa nel cielo, di proporzioni gigantesche in confronto a ciò che si
vede di solito, e che è andata a
perdersi dietro la cima che
sovrasta il villaggio. Vi giuro che non avevo mai visto niente di simile,uno
spettacolo bellissimo…
vi
siete mai distesi su una roccia al sole a guardare il cielo anche per ore
,quando quelle fantastiche nuvolette bianche si rincorrono
e cambiano forma di continuo?
Vi
siete mai trovati faccia a faccia con
un ermellino ? Avete mai osservato da vicino, l’azzurro intenso di un
minuscolo cespuglio di genzianelle ? E un gruppo di stelle alpine in
fiore?…e vi siete mai chiesti come quei fiori piccolissimi che sembrano tanto
fragili, riescano a sopravvivere in un ambiente così ostile,a 2500 m sul livello
del mare su quegli altipiani spazzati dal vento gelido ?…Ci sono luoghi anche
molto vicini a noi,in cui si possono sentire gli alberi
respirare ,gl’animali e i fiori parlare,il vento entrare fra i rami e
poi sfiorarti i capelli come se gli accarezzasse, è incredibile, ogni volta un
esperienza indimenticabile …è come
una musica …la natura che ti sta intorno è Dio che ti
circonda e ti parla. E' una magia incredibile sentire il grido di un aquila, alzare lo sguardo
e vedere che è solo un punto piccolissimo, alto nel cielo…lontana e
irraggiungibile, o il fischio di una marmotta, la corsa sfrenata di un camoscio, o
la neve, il bianco dei ghiacciai che ti ferisce gli occhi, il verde,il silenzio…
è un autentico santuario del quale
tu, senti di essere parte integrante ,senti di essere uno dei tanti elementi che
lo compongono e lo rendono meraviglioso:tutto questo è la descrizione di un
paradiso che credevo esistesse solo nella mia fantasia e che invece c’è,ed è
reale…e quando lo hai conosciuto..be! non puoi pensare di poterlo
perdere…” questo spazio infinito,quest’armonia…”è la vita…in nessun
altro posto riesco a sentirmi così vicina a Dio come in quei luoghi…in nessun altro posto riesco a vedere
dentro me stessa così chiaramente…là non
c’è niente che possa distrarmi,sono lontana dalle cose superflue di ogni
giorno…là non c’è niente che sia superfluo,ogni cosa è esattamente come
deve essere …
ma
per vedere altri spettacoli mozzafiato spesso
può accadere anche di cambiare direzione e dirigersi verso il mare…il
“Mediterraneo” con tutte le sue
incredibili sfumature , descritto così bene in una delle favole dei
Nomadi…durante la bassa stagione quando c’è poca gente in giro, non ci
vuole niente a trovare un angolo isolato,vicino alle acque cristalline di un
golfo o di una piccola insenatura, lungo un tratto qualunque risparmiato dal
cemento, dei nostri meravigliosi litorali .Sedersi su uno scoglio all’imbrunire
e rimanere incantati dal rumore delle onde che si infrangono sulla costa
lentamente, quasi a scandire i minuti e
l’avanzare della marea, dal volo dei gabbiani e dalle loro grida, da una barca
a vela che sta scomparendo lontano sulla linea dell’orizzonte, o alzarsi
all’alba e mentre tutti dormono, andare sulla spiaggia e vedere un anziano
pescatore con la sua barchetta di legno che, tira sù le sue piccole reti,o i
gabbiani che, si aggirano sulla sabbia ancora bagnata, uno dietro l’altro a
formare una buffissima fila indiana…sono momenti in cui si perde davvero il
senso della realtà…qualcosa di simile all’estasi…credo…si entra in
contato con qualcosa di più grande e indecifrabile… il senso del tempo che
scorre molto più lentamente…la vita e l’infinito che ti entrano nel cuore…si, esattamente come nelle parole e nella musica della bellissima
“Trovare Dio” senza dubbio la più adatta per descrivere queste sensazioni.
Poi
ci sono persone , luoghi e animali
anche vicini a casa…Avete mai letto un libro, o visto un documentario, sulla
struttura sociale di un alveare?…Le api sono animali straordinari, nel loro
piccolo coloratissimo mondo hanno un organizzazione da fare invidia a le nostre
più efficienti società, sono incredibilmente affascinanti,eppure talmente
piccole, fragilissime,quasi invisibili a
volte fastidiose e per
alcuni persino letali …ma le loro microscopiche zampette sono
fondamentali anche per la
riproduzione delle piante... e poi il miele ! Cavolo quello è buono
e lo fanno loro,lavorando instancabilmente dall’alba al tramonto in un
armonia totale……ma potrei raccontarvi anche
dello scoiattolo che vedo ogni mattina quando vado a lavoro, potrei raccontarvi
dell’istrice che mi rovina gli iris ogni
anno mannaggia a lui,e dei caprioli che, attraversano la strada o pascolano
tranquilli nel prato davanti casa mia .Potrei raccontarvi della bellezza
aspra,selvaggia e incontaminata delle mie
montagne e dei lupi che le abitano… potrei raccontarvi delle antiche
tradizioni di questa terra e della civiltà dei miei nonni che, vivevano con
molta semplicità e raramente in contrasto con l’ambiente che li
circondava…tutte piccole storie ma meravigliose e affascinanti,e qui non posso fare a meno di
menzionare un'altra canzone che amo in modo particolare e che mi emoziona sempre
tantissimo”Le strade”…la natura e chi riesce a vivere in armonia con
essa,sono il più grande spettacolo che io conosca,(non è un caso infatti la
mia passione per la cultura dei Nativi Americani),forse non c’è nient’altro
che mi affascini così tanto… ogni forma di vita presente sul nostro pianeta,
è il frutto di un meccanismo complicatissimo e perfetto e di un processo
evolutivo lungo milioni di anni,un miracolo… in ogni cosa anche la più minuscola
e insignificante, può nascondersi il fascino di una galassia intera,
le cui fondamenta si avvalgono di un equilibrio talmente fragile a volte, da poter essere spezzato anche
da un soffio di vento ,basta aprire gli occhi e guardare con attenzione: si
possono scoprire cose che non avremmo mai neanche potuto lontanamente
immaginare…..”Stop the world” è la canzone giusta,smettiamola di correre ogni tanto,ripensiamo alle nostre radici ,
fermiamoci ad ascoltare le storie dei nonni,ascoltiamo il nostro cuore,
il nostro istinto e, fermiamoci a guardare il miracolo di quello che la natura ci
sa offrire…è armonia…sono queste le meraviglie della vita…ma quanti sanno
apprezzare queste cose?Di sicuro non i mecenati del petrolio,o i potenti,le
multinazionali …e purtroppo molto spesso nemmeno noi…dunque è vero,in
questo senso siamo tutti un po “Re nudi” non riusciamo a rinunciare a
nessuno dei nostri troppi privilegi…e badate non dico che dovremmo rinunciare
a tutto…a volte basterebbe poco, anzi, pochissimo…magari solo un po di
attenzione in più, per ridurre drasticamente i danni che procuriamo
all’ambiente e quindi a noi stessi. Diciamo benvenuta alla tecnologia,ma
usiamola col cervello e con coscienza ,non con la logica del profitto ad ogni
costo. Al di là dei miei racconti romantici, ma vi assicuro veri dalla prima
all’ultima virgola, che avete letto sopra ..bisognerebbe davvero rendersi
conto che l’uomo è una parte del pianeta non ne è il signore e padrone
assoluto, non siamo noi il centro dell’universo, non è la nostra specie la sola
che conta, è solo una delle tante, e tutte sono complementari, niente è a questo
mondo per caso, ogni cosa ha il suo posto e il suo ruolo…se ne perdiamo anche
una sola, lentamente ma inesorabilmente perderemo una parte di noi e il nostro
mondo sarà invaso dal nulla…il ciclo vitale del nostro pianeta è retto da un
equilibrio fragilissimo, le leggi della natura che lo governano non concedono
appello, vanno rispettate e basta“l’ecologia è una scienza,non una moda” e
nemmeno una corrente politica…certe cose purtroppo sono vere e si basano su
dati scientifici seri, che ci piacciano oppure no…non sopporto chi di fronte a
queste cose sorride come se, ciò non lo riguardasse. I segni di un equilibrio
che si sta perdendo sono già evidenti e se uno non li vede o peggio non vuole
vederli…secondo me o è cieco o è pazzo…
In
questi giorni sto assistendo impotente ad un'altra terribile catastrofe
ecologica, l’affondamento della petroliera Prestige a largo delle coste
spagnole è la più grave catastrofe ambientale di tutti i tempi a quanto si
dice, le cifre di quell’incidente sono spaventose,centinaia di
km di costa perduti forse per decenni,migliaia di
persone che rischiano di perdere il lavoro,migliaia di animali già morti
e migliaia che ancora moriranno,e le conseguenze ci saranno anche sulla vita
degl’uomini …si ,purtroppo come in ogni catastrofe ecologica ci sarà un
prezzo da pagare anche in vite umane, anche se, quelle perdute a causa
dell’inquinamento non faranno notizia …tutto questo perché?..principalmente
per i soldi ma anche per incuria, per la totale mancanza di coscienza…e magari
che questa tragedia fosse l’unica,sono numerosissimi gli incidenti di questo
genere … un’altra cosa che mi ha fatto rabbrividire perché sintomatico
dell’andazzo generale ,è un documentario che ho visto in tv proprio l’altro
ieri”Cuore verde”.Una multinazionale” presumibilmente” canadese , già
perché spesso è difficile anche
risalire all’identità di chi li
progetta questi ecomostri, sta progettando la costruzione di una centrale
idroeletrrica di proporzioni spaventose per alimentare
una fabbrica di alluminio che sarà una delle più grandi del mondo. Il
sito individuato si trova nel bel mezzo della foresta fluviale della
Patagonia(Cile),200.000 ettari di foresta amazzonica saranno
invasi dall’acqua,è una zona di inestimabile valore naturalistico e
culturale,uno dei pochi posti con inquinamento zero rimasti sul nostro pianeta,
sapete in che consistono gli scarti della lavorazione dell’alluminio? In molti
elementi nocivi fra i quali da notare l’arsenico e il cianuro…con
conseguenze inimmaginabili per la popolazione del luogo (turismo ,pesca
,agricoltura ecc.) nel giro di vent’anni quella zona,un autentico paradiso,si
trasformerà in un deserto senza vita…troppo facile pensare ad un'altra delle
favole che, i Nomadi ci raccontano ogni sera: quella de “Il vecchio e il
bambino”…la stessa che i giovani della
Patagonia dovranno raccontare ai propri nipoti se questo progetto sarà ultimato
….e bisogna anche pensare che
questo si aggiungerà alle centinaia di ettari di foresta amazzonica che vengono
distrutti ogni anno. Penso che tutti sappiano l’importanza
dell’Amazzonia ,e di tutte le foreste
del mondo, non solo per coloro che ci vivono ma per l’intero equilibrio
climatico del pianeta,nonché per le innumerevoli specie di piante che vivono
solo lì e dalle quali si ricavano medicinali di ogni genere…”Ricordati di Cico”…Cico Mendez è morto lottando per salvaguardare tutto questo,solo
perché aveva cercato di
evitare la distruzione della foresta e di portare nella sua terra
sviluppo sostenibile…ma quand’è
che tutti capiranno che la Terra sulla quale viviamo è la nostra unica
ricchezza?Quand’è che le persone si metteranno in testa che l’ambiente in
cui viviamo è in pericolo ,ogni giorno di più…ma nessuno lo mette al primo
posto,prima c’è l’economia,la globalizzazione
del mercato,per non parlare poi delle azioni militari votate al Dio
petrolio,mi viene da pensare che se anche una minima parte dei milioni di
dollari spesi nelle armi fossero investiti nella ricerca di fonti di energia
pulita,per altro già disponibili e realizzabili come quella
dell’idrogeno,potremmo finalmente pensare ad un mondo senza guerre,ma
niente… mentre all’aereo-porto di Berlino i pullman per il trasporto dei
passeggeri viaggiano già con
l’idrogeno(praticamente ad acqua), si fanno ancora le crociate sulla pelle di
gente già nata sfortunata,per conquistare il controllo dei
pozzi petroliferi,e per giunta in nome della libertà …a me
sembra una bestemmia( ma questa è un'altra storia,meglio che mi fermi qui)…i
problemi dell’ambiente e con lui quelli della gente semplice come i poveri
contadini o i pescatori della Patagonia sono sempre gli ultimi ad esser
considerati…li chiamano anche “effetti collaterali”… i reati ambientali
sono quelli che si possono aggirare più facilmente,in molti casi la legge non
li considera neanche punibili.Molti luoghi
importanti del nostro pianeta ,le aree naturali come la foresta
amazzonica o i nostri parchi sono fortemente minacciati da progetti per costruire
strade,nuovi insediamenti ,fabbriche o dal passaggio di petroliere vecchie e
pericolose.
”Ma quando sarà che
l’uomo potrà imparare”…”a rispettare la vita”e a non distruggere
tutto ciò che ha di più prezioso?…respiriamo aria, mangiamo vegetali e
animali,il nostro corpo è composto al 70%di acqua….ricordiamocelo ogni volta
che prendiamo la macchina e potremmo andare a piedi o in bicicletta o usare un
mezzo pubblico,ogni volta che usiamo una bottiglia di plastica piuttosto che una
di vetro con vuoto a rendere,ogni volta che lasciamo la luce accesa anche se non
serve,ricordiamoci della foresta
della Patagonia ogni volta che beviamo da una lattina di alluminio…ogni volta
che sprechiamo l’acqua o peggio concorriamo ad inquinarla,ricordiamoci che il
18%della popolazione mondiale non dispone di acqua potabile(fonti
ONU),difendiamo la nostra vita quanto più possiamo“,riteniamoci
ognuno l’unico responsabile di tutto”…infondo anche questa è una
guerra,non comportiamoci con la natura come se fosse il peggiore dei nostri
nemici,lottiamo per difenderla…non è una battaglia impossibile da vincere ..è
questa forse una delle poche guerre
in cui veramente ognuno di noi con le proprie azioni può fare ogni giorno
qualcosa di concreto…rispetto per la vita ,cervello e buona volontà… non
serve altro…il consumo critico e la gente che pensa,sono armi pacifiche ma
letali…
Debora
*le
foto in questa pagina le ho scattate tutte personalmente in Valsavarenche(Aosta)
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