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  Lettera a Don Lorenzo    Lettere da Barbiana   Pezzi di anima

Don Milani

il mondo può cambiare, l'utopia non esiste...

Il 19 maggio 2002,qui nel mio paese c’è stata una manifestazione: “per la scuola di tutti e di ciascuno io riparto da Barbiana”. La scuola per me, è finita molto tempo fa, ma è comunque un argomento che mi sta   a cuore .

Forse molti di voi, i più giovani perlomeno, non hanno mai sentito questo nome, e del resto non è che sia una metropoli. Barbiana non è che una piccola  frazione, c’è una chiesa , un cimitero quasi abbandonato, piccolissimo, qualche  casolare nelle vicinanze  e niente di più…ci si arriva dopo  7km di strada molto in salita, quasi completamente sterrata, è un posto che nella migliore delle ipotesi, può essere definito : sperduto in mezzo alla folta vegetazione dei monti del Mugello. La zona naturalmente è bellissima, come del resto  quasi tutti, anche i più nascosti, luoghi della mia valle, ma ciò che caratterizza questo posto è che, li visse ed operò don Lorenzo Milani . Barbiana era la punizione che i suoi superiori gl’avevano inflitto, quella che doveva essere una specie di  cella di isolamento; punizione, inflitta come  conseguenza, alla creazione  di una scuola serale a beneficio di contadini ed operai che don Lorenzo, da semplice cappellano, aveva fondato a S.Donato di Calenzano, vicino a Firenze . 

Non è  molto conosciuto ma secondo me, e  secondo tantissime altre persone, Lorenzo Milani è stato un personaggio importantissimo, sacerdote irreprensibile ma  soprattutto maestro di vita, senza dubbio una delle menti più  brillanti del dopoguerra italiano, non solo in ambito ecclesiastico, ci sono decine di libri  che raccontano la sua storia….anche se purtroppo nessuno di questi è mai arrivato sul mio banco di scuola. Io ho potuto conoscerlo dai racconti del babbo, di alcuni dei suoi allievi ,dai film ….mi aveva sempre incuriosito  alla fiera di paese la presenza  del banchetto del centro documentazione “Don Milani” così un giorno pensai che forse era il caso di comprare uno di quei libriccini bianchi che vendevano:”Lettera a una professoressa” era il titolo. Decisi di comprarlo soprattutto perché mi faceva pensare in qualche modo al mio incontro- scontro con la mia ultima professoressa d’italiano. Come definire quel libro? Un pugno nello stomaco? Mi colpì per la schiettezza, per la semplicità  e l’ironia con la quale era scritto , e perché in un certo senso raccontava del muro d’incomprensione con il quale anch’io mi ero scontrata negl’anni della scuola, ma mi fermai lì, anche se la figura di quel prete scomodo e dei suoi  allievi “montanini” mi incuriosivano parecchio.

I casi della vita sono proprio strani, quasi due anni fa mi trovavo a Novellara  per il Nomadincontro 2001, avevo riscoperto e ricominciato a seguire i Nomadi da poco tempo, e già in quell’occasione, mi riconducevano in qualche modo a qualcosa che mi avrebbe inevitabilmente appassionato molto : incontrai Luciano Mazzoni che mentre  autografava la mia copia del libro ”Dialoghi sul frammento con Augusto Daolio” notando il mio inconfondibile accento fiorentino , mi chiese da dove venivo . Appena gli dissi Mugello, mi fece immediatamente il nome di Don Milani e di Barbiana. Mi vergognai un po’ perché, non sapevo molto su questo personaggio, e  da come ne parlò, per una che abitava a non più di 10 km di distanza dal luogo dove aveva vissuto,  la cosa pareva una grave lacuna. Tornata a casa per un po’ non ci  pensai , ma questa cosa di non sapere mi ronzava in testa , mi ricordavo che il  libro di quel prete, mi aveva colpita quando ero  poco più di una ragazzina e così lo cercai nella mia libreria e decisi di leggerlo di nuovo , vedendolo con gl’occhi di una persona molto più matura, mi  lasciai affascinare. Lessi il libro tutto d’un fiato e cominciai ad indagare, a cercare (e continuo ancora adesso) tutto ciò che potevo scoprire su don Milani, e più leggevo e più mi appassionavo.”La lettera ai cappellani militari “e “la lettera ai giudici “ mi hanno definitivamente convinta che devo assolutamente leggere  tutto, le ritengo documenti storici che tutti dovrebbero conoscere, che sfuggono qualsiasi etichetta politica o religiosa . Come la mia scuola, e da quanto so anche molte altre ,abbiano tralasciato di insegnarmi queste cose , mi sconcerta e mi sconvolge

  Una che non è andata oltre il secondo anno di liceo , non può avere la pretesa di spiegare il pensiero di  Lorenzo Milani e forse nemmeno di capirlo fino in fondo. Ci sono decine di libri e decine di persone molto più qualificate di me , che hanno tentato di farlo con estrema difficoltà, data la natura a volte anche contraddittoria dei suoi scritti, ma penso che quello che scriveva e diceva abbia molto in comune con quello che per noi fan dei Nomadi è pane quotidiano. Il suo impegno  per elevare socialmente la povera gente di questa valle, che in quegl’anni povera ed emarginata lo era veramente, è stato in qualche modo la sua missione, qualcuno, non so chi, lo ha definito” il profeta dei poveri” e profeta lo era davvero. Ha lottato fino alla morte per la sua amata gente di montagna… forse i messaggi più efficaci  che riuscì a dare , oltre  al suo modo rivoluzionario di fare scuola, furono   proprio quelli contro l’obbedienza cieca alla ragion di stato, e la sua incondizionata solidarietà agl’obbiettori   …questi furono anche i motivi che lo spinsero a scrivere la famosa lettera in risposta ai cappellani militari in congedo della Toscana, i quali attraverso un comunicato pubblicato su ” La Nazione” avevano definito l’obiezione di coscienza, quando ancora in Italia non esistevano leggi che la consentissero, come  espressione di viltà. Quella lettera che suscitò molto clamore, costò a don Lorenzo un processo per vilipendio ed apologia di reato  e il rischio concreto della sospensione a Divinis. Per difendersi ,oramai malato di una grave forma di tumore ai polmoni e non potendosi recare a Roma , scrisse la sopra citata “lettera ai giudici”..fu assolto in primo grado insieme al giornalista di “Rinascita” noto settimanale comunista, seguito poi da altri giornali, che aveva osato pubblicare la sua lettera, in origine ciclostilata in varie copie proprio a Barbiana  e spedita per posta a tutti i  preti della diocesi fiorentina ,cappellani militari compresi, e anche a tutti i giornali dell'epoca. Nel ricorso in appello, il giornalista fu condannato e Don Lorenzo fu assolto per morte del reo…..equivaleva comunque a una condanna. Le lettere , la denuncia e la sentenza del processo di primo grado,  sono contenute in uno di quei libriccini bianchi , di 82 pagine, edito dalla libreria editrice fiorentina e si  intitola ”L ‘obbedienza non è più una virtù”: un appassionata difesa  del diritto ad obbiettare non solo dei militari ma anche dei comuni cittadini, e un esortazione a ritenerci ognuno il responsabile di tutto.   Non so se questa storia possa davvero interessare a qualcuno , ma ho scritto questa cosa perché ho sentito  il dovere di farlo, esattamente come avrei voluto che qualcuno avesse sentito di dover fare per me quando andavo a scuola. Sono sicurissima che tutti lo conoscono, che qualcuno ne saprà sicuramente molto più di me, ma che pochi a mio modesto parere, si rendano veramente conto dell’importanza che la sua esperienza d’insegnamento  eccezionale e forse  purtroppo irripetibile, ha avuto nello sviluppo civile e nella vita  democratica del nostro paese. Pochi professori ne parlano ai propri allievi e questo secondo me è gravissimo, da uno così c’è solo da imparare . I suoi scritti, molti dei quali realizzati in collaborazione con i suoi ragazzi , sono ancora oggi, a 35 anni dalla sua  morte avvenuta il 27giugno 1967,come proprio lui voleva , scuola: insegnamenti concreti, che condannano senza appello e senza possibilità di replica, la guerra , il razzismo e qualsiasi tipo di discriminazione fra classi e culture diverse…

La cosa più bella della manifestazione alla quale ho partecipato molto sentitamente domenica 19 maggio, è stato vedere le 10000 persone provenienti da tutta Italia, affrontare la lunga e dura marcia che porta a Barbiana con molta commozione…una manifestazione assolutamente pacifica, anche se purtroppo come spesso accade, qualcuno ha cercato di strumentalizzarla a proprio uso e consumo,  ma non c’erano bandiere se non quelle della pace e di qualche sindacato scolastico, non c’erano slogan contro qualcuno , siamo arrivati fin lassù quasi in religioso silenzio….e la cosa che mi ha colpita maggiormente è stato vedere lo stupore con il quale le persone prendevano coscienza che dal quel posto così isolato e sperduto , che vi assicuro dà veramente vibrazioni molto forti, un semplice prete, per lo più molto giovane, sia riuscito a mettere in ginocchio un sistema e a scuotere le coscienze di molti…Ho visto gente arrivare fin lassù con il volto sconvolto dalla fatica, scendere attraverso lo strettissimo e scosceso sentiero che porta al cimitero, inginocchiarsi su quella lapide bianca e scarna e baciarla ….anche la semplicità di quella tomba mi ha colpita,l’avevo vista altre volte , ma questa volta è stata un emozione fortissima, forse perché adesso sono più cosciente della grandezza di chi la occupa. Non c’è che una semplice croce ed una scritta:”Don Lorenzo Milani ,priore di Barbiana dal 1954” fu sepolto li come da lui richiesto …con gli scarponi da montagna, a pochi metri di distanza c’è la piccolissima cappella, c’e una foto di lui che sorride ….magrissimo …ci sono  fazzoletti lasciati dagli scout, ci sono dei biglietti(esiste anche un libro dove ne sono stati raccolti fra i più belli), c’è un piccolo cuore costruito con i sassolini del sentiero, non si contano le bandiere con i colori dell'arcobaleno, e c’è il registro sul quale i visitatori, quasi 11000 ogni anno , firmano prima di andarsene….non so proprio spiegare cosa sia stato che mi ha fatto emozionare così tanto , so solo che sento di dover dire grazie a questo piccolo grande prete. ”Fai strada ai poveri,senza farti strada” diceva .

Morì a Firenze a soli 44 anni. Quello che tutti definiscono il suo capolavoro: “Lettera a una professoressa” tradotto in molte lingue fra le quali anche il giapponese , non è firmato da lui ma dai suoi ragazzi, tutti figli di contadini e gente poverissima, umiliati e discriminati a causa della loro condizione sociale e tutti quanti malamente  respinti dalla scuola pubblica di allora. La stessa scuola  che ho iniziato a frequentare io, otto anni esatti dopo la sua morte.

Come nella migliore delle tradizioni della nostra cultura , confinandolo lassù si è tentato di isolarlo dal resto del mondo, di impedire alle sue idee rivoluzionarie per  quegl’anni , di diffondersi, ma certi cuori ribelli sono impossibili da imprigionare, non ci sono mura o barriere che possano contenere la grandezza di uno spirito libero. Per quale motivo concreto , le istituzioni sia civili che religiose  abbiano deciso di trattarlo come peggio non si poteva (ricordo in questo senso che il suo primo libro”Esperienze pastorali” fu vietato e ritirato dal commercio per decreto del sant’Uffizio ) e abbia ricevuto minacce e insulti anonimi di qualunque genere, non solo dai fascisti, non è dato di sapere …..o forse si sa , anche se in misura minore, per le stesse ragioni per le quali Martin Luther King e Gandhi  (citato spesso da Lorenzo)sono stati ostacolati in tutti i modi ed  infine uccisi…perché le loro lotte non violente miravano a dare ai più deboli ,   quei diritti  umani e civili  che nell’era dei computer dovrebbero essere garantiti per  tutti,  e che  invece purtroppo ne sono ancora ben lontani ….certo  queste idee , che non dovrebbero mai  avere colore politico ma essere leggi della coscienza comune, erano davvero  peccati imperdonabili  agl’occhi di chi aveva  in mano le leve del potere e decideva i destini del pianeta…la cosa peggiore è che dopo quasi quarant’anni di storia , di guerre, di non so quanti milioni di morti e scandali politici  di ogni genere, resta ancora un peccato imperdonabile, infondo la posizione  dei “re nudi”che ci guidano  non è poi cambiata di molto e le conseguenze sono sotto gl’occhi di tutti…..senza andare troppo lontano, basta  guardare quello che succede ogni giorno nelle nostre scuole agli studenti immigrati,  a questo proposito ho ancora negl’occhi  l’articolo che parlava di un ragazzo indiano, che si è suicidato a Firenze qualche mese fa, a causa del razzismo:una vicenda inaccettabile per un paese che voglia definirsi civile…. basta vedere come un uomo del calibro di Gino Srada viene liquidato da certi scaltri personaggi…basta leggere le cifre legate alla denutrizione che in questi giorni sono state diffuse  dal segretario generale della Fao al vertice di  Roma, numeri che non sono solo numeri, ma uomini donne e    bambini…e i potenti (anzi i loro delegati) della terra tutti lì, a rifriggere i soliti discorsi da decenni senza compiere un azione concreta, o meglio a compierne, ma solo per moltiplicare i guadagni delle multinazionali .

Anche , ma non solo, per queste ragioni secondo me, l’esperienza e le lettere di don Milani  sono  più che mai attuali e dovrebbero servire da insegnamento, specialmente nelle scuole.

Ma le parole di questi grandi uomini  della nostra storia, per quanto ne so io,  non sono ancora nei programmi scolastici dei ragazzi (sarei felicissima di esser smentita su questo) …. è proprio vero che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…..scusate , magari ho esagerato e affrontato discorsi troppo più grandi di me,  paragoni quanto meno azzardati , probabilmente ci saranno delle inesattezze, non  sono forse sufficientemente preparata per affrontare certi argomenti , non sono neanche una buona cattolica, e mi rendo bene conto, che  è comunque fin troppo facile parlare dall’alto della mia condizione di privilegiata , posso aggiungere persino che su molte  cose con don Lorenzo non ci sarei nemmeno  andata troppo d’accordo, …sono semplicemente una persona che dice quello che pensa, giusto o sbagliato che sia .

 Per migliorare noi stessi, e la società nella quale viviamo, bisogna restare con gl’occhi ben aperti, diffidare sempre della propaganda , andare oltre , guardare a tutte le cose che siano buone o cattive fino in fondo, con molto spirito critico,  e non giudicare mai in base solo all’apparenza, arrivare persino alla provocazione ma porre delle domande e non accontentarsi di risposte troppo facili  e scontate. Questo può rendere la vita molto più complicata , ma lottare per la pace e per la giustizia , facendolo anche solo con piccoli gesti , rigorosamente non violenti, dovrebbe essere un dovere morale di tutti.Non è semplice , specialmente in una società totalmente dipendente dai mezzi di comunicazione di massa: i più potenti strumenti di potere di questi anni secondo me.

Leggendo  le famose  lettere di  Don Milani  forse può essere ben chiaro perché ci sia ancora qualcuno a cui possono dare fastidio .

Vorrei tanto essere riuscita perlomeno ad avere incuriosito qualcuno di voi ,ed avervi stimolato  a cercare di conoscere questo grande personaggio, uno che secondo me ha ancora molto da dire, sia a noi che alle generazioni future….un prete, un uomo di pace ,ma soprattutto un maestro ,uno che le cose che stanno succedendo adesso le vedeva già molto chiaramente 35 anni fa, uno che non a caso era stato esiliato in una sperduta chiesetta  delle montagne mugellane…un profeta dunque…

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 Personalmente   ,prendendo ad esempio una delle sue frasi più celebri, posso dire  solo    I CARE, mi importa mi sta a cuore, e anche se la  scuola  alla quale avevo diritto, ha deliberatamente scelto di non parlarmi di lui , le sue preziosissime  lezioni di vita…le sto imparando ugualmente …segno che  l’arroganza e la presunzione di onnipotenza di chi ha sempre il coltello dalla parte del manico    non è servita  proprio a niente…..è un segno importante , specialmente verso quegli stessi, e verso chi cerca di farci credere che il mondo non lo si può cambiare …non è vero,  lo si può cambiare e come….. cambia e progredisce ogni giorno da migliaia di anni, a volte in peggio, ma spesso anche in meglio e questo grazie  ai sogni   di uomini come  Lorenzo Milani, e grazie anche,  e forse soprattutto ai sogni   di gente come noi. Volete un esempio semplice? Quasi sempre quando penso a queste cose mi viene in mente mio nonno , lui che era nato nel 1895, che ha attraversato indenne due guerre mondiali, la prima al fronte, da soldato e la seconda con sei figli piccoli da proteggere, lui che è stato un mezzadro per tutta la vita, uno che si spaccava la schiena nei campi dall’alba al tramonto per procurare un piatto di polenta alla sua famiglia quando andava bene, e doveva sempre  e comunque chinare la testa davanti al padrone se non voleva essere cacciato a pedate…lui, che è morto ad 85 anni senza avere la soddisfazione di saper scrivere il suo nome…se qualcuno 50 anni fa gli avesse detto che un giorno suo figlio sarebbe stato il proprietario della casa nella quale lui da schiavo ha passato tutta la vita, e se qualcuno gli avesse detto che sua nipote sarebbe stata seduta alla tastiera di un pc a scrivere questo pseudo -articolo per il giornalino dalla mailing list, forse non avrebbe neanche capito, e sicuramente  gli avrebbe riso in faccia , gli avrebbe risposto certamente ,se avesse conosciuto il significato di questa parola, che era solo un utopia. Ma  ciò che  ho scritto di lui non l’ho letto su  nessun libro , quest’uomo io l’ho conosciuto, mi ha tenuta sulle sue ginocchia , mi prendeva per mano e mi portava con se , mi raccontava della guerra e tutti i ricordi di una vita durissima...quelle sono le mie radici ,quello che dalla mia famiglia ho imparato  e il luogo dal quale vengo...ma  adesso  sono qui, a scrivere x degli amici conosciuti ad un concerto, una storia semplice ,utopia?…si , lo era, ma adesso è storia, le utopie non esistono, secondo me  utopia  è solo una parola fine a se stessa…..è solo un invenzione per costringerci a smettere di lottare, non c’è niente d’impossibile se ascoltiamo la nostra coscienza,  se ci sentiamo ognuno il responsabile di tutto, e questo Lorenzo Milani lo aveva capito molto bene.Se non è buona scuola questa…..

                                                                                                                Debora

Dalla lettera ai giudici. Barbiana,18 ottobre 1965

…“Dovevo ben insegnare   come il cittadino reagisce all’ingiustizia ,come ha libertà di parola e di stampa…come ognuno deve sentirsi il responsabile di tutto.

“Su una parete della nostra scuola c’è scritto grande :I CARE, è il motto intraducibile dei giovani americani migliori”Me ne importa ,mi sta a cuore”. È il contrario esatto del motto fascista “me ne frego.”….

..Spero di tutto cuore che mi assolverete ,non mi  diverte l’idea di andare a fare l’eroe in prigione, ma non posso fare a meno di dichiararvi che seguiterò ad insegnare ai miei ragazzi  quel che ho insegnato fin ora. Cioè che se un ufficiale darà loro ordini da paranoico hanno solo il dovere di legarlo ben stretto e portarlo in una casa di cura.

Spero che in tutto il mondo i miei colleghi preti e maestri d’ogni religione e d’ogni scuola insegneranno come me.

Poi forse qualche generale troverà ugualmente il meschino che obbedisce e così non riusciremo a salvare l’umanità.

Non è un motivo per non fare fino in fondo il nostro dovere di maestri,se non potremo salvare l’umanità ci salveremo almeno l’anima.”

                                                                                                 Lorenzo Milani                                                                                                           

 Lettere da Barbiana