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Rocca Malatestiana di Cesena 11.07.2004

 

Life is a long song...

                          ...non è solo una bellissima canzone ma  è credo,l'esatto concetto che ho della vita e allora via!…si parte in una fresca giornata di luglio,in cielo neanche una nuvola,il sole splende, la giornata è bellissima,ho atteso a lungo questo giorno e finalmente ci siamo. Lentamente risaliamo l’Appennino, ma quando si comincia a scendere dal passo, il cielo si è fatto scurissimo, delle nuvole nere e minacciose incombono su Faenza e Forlì, e anche se verso Cesena sembra tutto chiaro,si fa strada nel cuore, il timore che questa serata non sarà come avevo sperato. Il concerto di Genova per il quale avevo già i biglietti da un mese è stato annullato, quello di Stresa rinviato a causa della pioggia,questo tour italiano del mio mito, certo non è iniziato nel migliore dei modi … per ora non piove,arriviamo a Cesena e il sole splende ancora, ma quelle nuvole minacciose si stanno avvicinando,parcheggiamo la macchina sotto le mura e decidiamo di salire alla rocca per vedere com’è la situazione, e per cercare l’ingresso del concerto,i cancelli sono chiusi e quando domando  al responsabile se ci siano già state le prove mi risponde:”Lui è arrivato puntualissimo….è salito sul palco,ha detto questo non va bene, quest’altro non va bene,quell’altro non va bene…si è rinchiuso in camerino e ancora non è uscito e io gli ho pure chiesto il pass perché non lo avevo riconosciuto”- sorrido e dico al signore:-”non si preoccupi…tutto normale”si dice di lui che sia un eccentrico perfezionista,qualcuno dice anche di peggio, ma chi se ne frega,per me è stupendo e basta, e c’è di buono che il suo flauto traverso e la sua musica hanno qualcosa di magico,di  geniale e comunque ..ho sempre creduto che in qualche modo, ci sia un prezzo da pagare per la genialità di un artista…il signore all’ingresso continua:”L’unica incognita è il tempo, speriamo che regga ma sta piovendo dappertutto fino a Ravenna”- La mia preoccupazione aumenta…sono appena le 18 e 30,mancano ancora 3 ore e un quarto all’inizio del concerto, quindi riscendiamo, aspettiamo gli amici e andiamo a mangiare qualcosa, ma sono agitata, sento già l’emozione salire…è si! Non sono neanche capace di aspettare tranquilla che portino il caffè agli altri…sono le  20.oo e ho già le spine sotto il sedere ….ufffff! Sto caffè non arriva mai, è già tardi voglio andareeeeee!...Poi finalmente  il caffè arriva, ma certo non posso permettere che rimaniamo li seduti ad aspettare anche il conto, convinco gli altri per sfinimento ad affrettarsi, così ci alziamo paghiamo e via, ci arrampichiamo di nuovo su per le stradine di pietra che portano alla Rocca Malatestiana di Cesena, il vento ha spazzato via le nuvole, e gli ultimi raggi del sole, ci accompagnano fino alla fitta vegetazione del parco che circonda il castello…ci siamo…da fuori, mentre facciamo la fila per entrare,sento le prime note del flauto fatato di Ian e i primi brividi mi percorrono la schiena….accidenti che effetto che mi fa questa musica!…ci siamo…ci siamo davvero…nel frattempo è arrivata anche l’orchestra del teatro Regio di Parma,stanno provando, tutto fa pensare che assisterò a qualcosa di speciale, entriamo, la cornice è stupenda: siamo nel cortile di un  castello medievale illuminato da una calda luce gialla, ogni particolare cattura la mia attenzione, le luci dei leggii sul palco  sembrano tante lucciole nello  sfondo scuro della notte, gli strumenti,l ’impazienza dell'attesa,l'elettricità che sento nell'aria …sarà una serata indimenticabile…ci sediamo,siamo un po lontani dal palco ma non troppo, la serata sembra  splendida, guardo il cielo e vedo che le stelle cominciano ad accendersi, una dopo l’altra, ma vedo anche  quelle nuvole scure che sembravano lontane, si stanno di nuovo avvicinando, passano i minuti e sono sempre più vicine! Scocca l’ora x…eccolo! è arrivato e subito le note del suo flauto m' imprigionano, apre con due pezzi da “Rupie’s Dance” il suo ultimo cd da solista,bellissimi, ma quando arriva “Skating away on the thin ice of the new day” il cuore comincia ad andare fuori controllo …,è davvero molto difficile raccontarvi cosa mi faccia provare questa canzone! È semplicemente bellissima, testo e musica! Entrano i  musicisti di Parma ed ecco anche“Life is a long song” stupenda coi violini dell’orchestra…. mi sciolgo completamente con la dolce ed intensa  “Wond’ring aloud" e il cuore  si ferma, quando la tastiera  introduce la magnifica  “Budapest” e la cara Silvia che mi conosce molto bene,mi dice ”Debby non svenire!”…che atmosfera!…che brividi!.. Incredibile!I virtuosismi di quell’arzillo cinquataseienne passano  con disinvoltura e non curanza dal flauto traverso al flauto diritto,alla chitarra irlandese,all’armonica,alla sua calda, profonda , particolarissima  e non so dire fino a  che punto affascinante, voce,con la quale è capace di  accarezzarti l’anima , di toccarti  il cuore, una musicalità straordinaria che ti strega anche quando parla e basta. Dal rock alla musica celtica, dal blues alla classica…niente etichette, uno stile indefinibile quanto unico e inconfondibile,tutto concentrato in un  mix che può farti esplodere il cuore: roba che ti  può togliere  il il fiato, e ti fa pensare che nessun posto è troppo lontano…nessun biglietto è troppo caro…la musica  e soprattutto certa musica , può essere la cosa più bella che esiste, niente, assolutamente niente può darti le stesse emozioni e coinvolgerti così….è bellissimo…e c’è pure lo spazio per avere dimostrazione  della  generosità e professionalità di un artista che dopo oltre trent’anni di successi e di “folla in delirio”  in ogni parte del mondo, non avrebbe nulla da dimostrare a nessuno, ma che continua a suonare e cantare, anche quando la pioggia inizia a cadere,l’orchestra se ne va e lo lascia da solo sul palco,deve "arrangiare" molte delle sue canzoni sull’attimo, ma lui non si scompone, rimane li ,vestito come il  folletto di un favola celtica, con la bandana e il ginocchio per aria …suona un paio di pezzi poi si ferma un attimo,sistema il flauto, volge lo sguardo un po’ da matto prima da un parte poi dall’altra, sorride e inizia a fischiettare :ci delizia e ci diverte con buona parte di “Singing in the rain” poi attacca la magica Boureè….continua a piovere e lui continua a suonare e saltare, e quando è, o sarebbe stato il turno dell’orchestra  si volta, e con la sua solita, guizzante, contagiosa ironia,  dirige i musicisti  che non ci son  più…già… prima di stapparmi il cuore con la sua musica mi strappa un sorriso con le sue battute acute e con la sua fantastica ed eloquente gestualità,ogni canzone è prima un gioco divertentissimo poi diventa magia, non c’è nulla da fare! Un nodo mi stringe la gola quando entra un altro flautista sul palco ,contro i fasci di luce dei fari, si vede la pioggia che sembra cadere sempre più forte, e partono le note della magnifica e dolcissima “Griminelli’s lament”..si ..avete capito bene,la canzone si chiama così,ed è stata scritta proprio per quel Griminelli che ha suonato con i Nomadi…che strani i casi della vita è?E il concerto dell’Epifania?Ve lo ricordate?…non ci posso pensare senza emozionarmi ancora…i Nomadi e Ian nello stesso concerto…non lo dimenticherò mai..hehehh!è incredibile come certa musica e certi musicisti possano aprirti le porte di emozioni sconosciute, e sappiano guidarti in un cammino che ti porta, attraversando  la paura della pioggia, delle scure e minacciose nuvole di un temporale estivo, dritto fino  alle  stelle!

Signore e signori questo è il mio mito:il leggendario, geniale e meraviglioso mister Ian Anderson da Edimburgo,accidenti se lo adoro! E non certo perché è bello !dopo una mezzoretta smette di piovere, aspettiamo invano l’orchestra che non torna ,ma lui continua con i suoi 4 musicisti,bravissimi ,anche se ,devo dirlo, i Tull sono un'altra cosa,mi tornano ancora alla mente le scariche di adrenalina vissute l’anno scorso nell’indimenticabile  concerto di Pistoia…il giovanissimo chitarrista è bravo ma non posso negare che le mani fatate di Martin Lancelot Barre mi mancano !mi manca anche la tastiera di Andriuw Giddings a dir la verità...parecchio!.il concerto si conclude con la dirompente "Locomotive breath" per ovvie ragioni la scaletta viene tagliata di tre o quattrro canzoni,Ian deve  essere arrabbiatissimo,fra quelle che mancano all’appello c’è la mitica Aqualung,il che è tutto dire!un pizzico di delusione quando ci annunciano che purtroppo il concerto è finito c’è, ma ci alziamo e ci guardiamo con gli occhi ancora brillanti,sicuri di aver assistito a qualcosa di unico e magico nonostante non proprio tutto sia andato esattamente come doveva,ancora una volta 300 km percorsi  senza rimpianti….e sulla strada del ritorno pensiamo già alla prossima meta:venerdì si va a Fratta di Cortona a trovare degli amici,pronti a vivere un'altra serata intensamente come lo sono tutte le nostre serate insiema ai Nomadi e alla loro musica,domenica  si riparte ancora,ci aspettano  il Pistoia Blues e la chitarra magica di Carlos Santana,ma la mente ,ed ancora di più il cuore….. si sa…. hanno le ali e spiccano il volo facilmente,così si vola anche all’8 agosto e alla fiera del vino in Alsazia,concerto dei Jethro Tull questa volta al completo,partiamo e via verso le stelle!…cosa possa succedere quando parti con la moto,attraversi le Alpi,tutta la Svizzera per arrivare in Francia(Colmar) e ti senti dire che i biglietti per il concerto sono esauriti e di come possa accadere magicamente che un membro dello staff ti veda e gli venga in mente non si sa come di regalarteli(sono attualmente incorniciati  e appesi ) senza che tu abbia fiatato o chiesto niente(chissà forse ha capito dalla faccia che ero afflittissima!!!)....credo che ve lo racconterò la prossima volta,perché sinceramente devo ancora capire se ho sognato o se quel concerto stratosferico l’ho visto davvero non bisogna mai perdere la speranza, nella vita e nelle canzoni non è mai troppo tardi per nulla!Life is a long song...Le strade ,gli amici,il concerto…bello è ritornare ma andare forse è meglio”….

Ci vediamo al prossimo concerto,qualunque sia!

Un abbraccio a tutti!

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