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NOMADI Nomadi / L'inizio /Ciao Augusto / 9 anni dopo / Emozioni /Nomadincontro 2003 Nomadincontro 2004 /Riccione 2003 / Quarant'anni di storia
La mia storia con i Nomadi... Questa storia probabilmente non è niente di particolare, è solo una storia come tante,è solo una piccola parte della la mia storia con i Nomadi. Raccontare certi stati d’animo, non è mai una cosa semplice, ma essere fan dei Nomadi vuol dire soprattutto vivere emozioni molto forti ,sensazioni incredibili, soprattutto difficili da far capire ad altri :”Le passioni umane sono un mistero,coloro che le vivono non le sanno spiegare e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere”(da “La storia infinita “di M.Ende) è vero,nessuno potrebbe spiegare concretamente che cos’è che spinge ragazzi da 0 a 90 anni, a seguire un gruppo di musicisti dappertutto, a diventare Nomadi loro stessi, forse la musica?…i sogni?…gli ideali?…l’amore viscerale per la libertà?….l’amicizia? ..o forse tutte queste cose insieme… che dire! In un epoca come la nostra, nella quale è difficile trovare qualcosa in cui credere davvero,anche una canzone può regalare a una persona la forza e la speranza necessarie per andare avanti,infondo abbiamo tutti un disperato bisogno di non sentirci soli,di poter credere nei sogni,di poter credere che insieme possiamo affrontare le difficoltà e costruire un mondo migliore nel quale i nostri figli potranno vivere in pace,certo lo sappiamo tutti che tutto questo non è facile se non addirittura impossibile,e in un momento come questo ,in cui ci sono aspri conflitti sociali e in cui ci sono politici che vanno in tv e danno liste di gradimento di giornalisti ,magistrati ecc, pessimo segnale secondo me, è facile capire che il messaggio dei Nomadi è una cosa importantissima. Ho appena finito di leggere il libro di Beppe Carletti “Sempre Nomadi” e devo dire che mi è piaciuto.Trovo che Beppe oltre che essersi tolto qualche sassolino dalle scarpe, abbia voluto soprattutto fare un grosso regalo a tutti noi. Leggendolo mi sono emozionata molto, perché tante e tali sono le cose che ho sentito un po’anche mie, che arrivata a questo punto, penso davvero che sia stato il destino a far incrociare la mia strada con la loro. Ho veramente avuto la sensazione di percorrere un lungo tratto della mia vita nello stesso modo ,ho vissuto lo stesso dolore che Beppe racconta nella fase più triste ,la malattia di Augusto e la sua morte sono state purtroppo scene di un film già visto e vissuto direttamente .C’è poi il discorso della coerenza, l’ostinazione di non volersi piegare davanti a coloro che cercano in ogni modo di spezzarti le ali, perché non gli piace che tu voglia dire quello che pensi senza condizionamenti , poi c’è la parte di Beppe bambino, dei primi approcci con la musica . Sono cresciuta tra walzer,fisarmoniche ,fogli musica e registri della siae da tenere in ordine ,per questo quando ho letto delle loro prime avventure musicali nelle sale da ballo, e soprattutto la citazione che Beppe fa del "Battagliero",mi sono veramente divertita ,ho respirato aria di famiglia perché proprio “Il Battagliero" è il walzer preferito di mio padre,quello che mi tocca sempre ballare con lui anche se non ho voglia . Che dire? Questo libro è stato un viaggio con i Nomadi ma anche nei miei ricordi .Un regalo veramente grande . Mi ha fatto ripensare alla prima volta che li ho visti, a come mi sono avvicinata alla loro musica. Avevo solo 19 anni quando vennero nel mio paese, praticamente non sapevo chi fossero,l’unica canzone che conoscevo era “Io vagabondo”mio padre mi diceva che erano bravi e così decisi di andarli a vedere. Avevo dei 45 giri in casa ,che ho ancora adesso ma che sinceramente non so da dove fossero venuti:”Io vagabondo, crescerai, un giorno insieme, tutto a posto”, cominciai ad ascoltarli di continuo, praticamente non ascoltai altro per una settimana, volevo arrivare al concerto conoscendo almeno qualche canzone, e poi mi piacevano,caspita se mi piacevano,erano vecchie canzoni ma mi sembravano bellissime .Non fu solo il primo concerto dei Nomadi, fu in assoluto il primo concerto della mia vita,mi sedetti lassù, sulle gradinate del campo sportivo,lontana… troppo lontana dal palco,ma quando arrivarono e Augusto cominciò a cantare, non esagero dicendo che fu una folgorazione. Augusto cantava e parlava ed io lo ascoltavo a bocca aperta, perché mi sembrava totale la sintonia che sentivo con le sue parole,ciò che mi colpì maggiormente fu quel suo modo incredibile di guardarsi intorno, e di cominciare a parlare del cielo,della luna ,delle stelle ,dei monti, parlava della mia terra come se ci fosse nato,parlava dei miei sogni e dei miei ideali come se mi conoscesse…per questo ancora oggi quando alzo gli occhi ,e nel cielo limpido della campagna vedo le stelle , non posso fare a meno di pensare a lui,di pensare ai Nomadi, queste visioni sono anche una delle ragioni principali per le quali non potrei mai vivere in città,secondo me nelle città non si vede il cielo; giuro che lo stupore e la meraviglia di quella sera l’ho provata solo una sera di dodici anni più tardi quando dopo nove lunghissimi anni (dal giugno 1991 al luglio 2000)ho finalmente ritrovato il coraggio di tornare a vedere un loro concerto, la prima volta che ho sentito cantare Danilo dal vivo. Forse la canzone che più mi avvicinò a loro fu “Canzone per un ‘amica”,avevo perduto una cara amica in un incidente stradale pochi anni prima ,una similitudine incredibile con quello che Beppe dice nel suo libro quando racconta dell’incidente di Dante… la stessa telefonata ,lo stesso silenzio ,lo stesso dolore mai dimenticato...solo due anni dopo avevo perso un' altra amica ,questa volta uccisa da un pazzo criminale ,che dire ? Iniziavo a comprendere che il mondo era molto diverso da quello che sognavo, avevo solo 19 anni e già un peso sul cuore difficile da sostenere . Avevo un disperato bisogno di qualcuno che mi desse una speranza ,che mi facesse capire che non ero sola, e che quello in cui credevo, non era solo il sogno di una ragazza troppo ingenua per rendersi conto della realtà .I Nomadi,le loro canzoni ,tutto quello che Augusto diceva erano la risposta a tutte le mie domande .Finalmente riuscivo a comprendere che non ero sola, che c’erano i Nomadi, che c’erano decine ,centinaia di ragazzi che la pensavano esattamente come me . Avevo lasciato la scuola, pregiudicando forse gran parte delle mie possibilità di diventare una scrittrice,a causa di divergenze gravi con la prof. d’ italiano, mi ero resa conto che per avere dei risultati buoni, avrei dovuto scrivere non quello che ritenevo giusto, ma compiacere le idee poco democratiche della professoressa, proprio il tipo di compromesso che non sono mai riuscita e non riuscirò mai ad accettare… avevo solo sedici anni ,ero al secondo anno di liceo….ho sbagliato?…forse …ma sono rimasta fedele a me stessa e ai miei ideali, non mi sono venduta, e ho capito di non aver nessun rimpianto solo pochi anni dopo, avvicinandomi alla musica dei Nomadi,al loro modo di intendere la vita. Niente compromessi ,la libertà di pensiero e di espressione è il nostro bene più prezioso,la nostra identità stessa,mi viene da ridere se penso che ho imparato più dai Nomadi che in tanti anni di scuola,e leggendo il libro di Beppe ne ho proprio avuto la conferma… la vita ci mette sempre di fronte a nuovi esami, e a volte ci colpisce al cuore duramente e con una crudeltà tale, che rialzarsi e continuare sembra impossibile ,ma abbiamo i nostri affetti,i nostri sogni, le nostre speranze ,si, perché no ,anche le nostre canzoni e soprattutto abbiamo la nostra libertà. Niente compromessi ,niente rimpianti solo tanta nostalgia per gli amici che non ci sono più, tanta voglia di andare avanti ,di cercare di aiutare per quanto ci è possibile chi purtroppo non è fortunato come noi ,e tanta voglia di lottare pacificamente per i nostri sogni,contro tutto e contro tutti se necessario… sempre insieme , sempre avanti……..SEMPRE NOMADI
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