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Napoli 6 gennaio 2004
(pubblicato sul notiziario Nomadi n 5 del 2003)
Di fare un accostamento ,come definirlo: “funambolico”? come quello che sto per raccontarvi mi era già successo quest'estate,un afoso venerdì di luglio parto alla volta di Pistoia l'evento è di quelli che non si dimenticano,il musicista sul palco è un giovane di belle speranze:un tal Ian Anderson nato in Scozia il 10 agosto 1947, voce ,flauto traverso e anima dei mitici Jethro Tull, insomma la storia della musica in persona, la sera dopo riparto invece alla volta di Montaione, i musicisti sul palco sono anche questa volta giovani di belle speranze...tali Nomadi ..nati a Riccione nel 1963, musicisti che riescono a rubarti il cuore con le loro parole e le loro meravigliose canzoni, due serate stupende, vissute intensamente con l’ emozioni delle canzoni che ti entrano nella anima e fermano il tempo e i ricordi, ma due cose lontane tra loro anni luce , unite solo dalla stessa identica immensa passione per quella cosa meravigliosa che è la musica ..è già..quel pensiero che ti sfiora quando ti trovi con i tuoi compagni di tante avventure "nomadi" di fronte a un altro palco ad altri artisti, ti sembra un sogno impossibile, il tempo che passa, poi sfogliare una pagina di internet alla ricerca di qualche notizia in più su quell’artista strano e geniale proveniente dalla Scozia che sa rapirti con il suono dolce e travolgente della sua musica, e trovare per caso un possibile contatto, cioè lui, il mito,che nel suo ultimo cd da solista fa un pezzo per Andrea Griminelli, dice che lo ha scritto per lui e che lo hanno suonato insieme in Italia (teatro regio di Parma 26/9/2002”da Bach ai Jethro Tull”)pezzo solo strumentale e da brividi fra l’altro…caspita! Griminelli è quello che ha suonato "L'angelo caduto"nel disco con i Nomadi e anche a Novellara l’anno scorso!…alla faccia di quelli che affermavano che non c’erano ospiti importanti al Nomadincontro 2003, poi ancora altro tempo che passa, si arriva a sabato 27 dicembre 2003 a Piombino, nell'attesa che Beppe Danilo e company salgano sul palco,un caro amico che conosce bene la mia passione per quella musica magica e inconfondibile mi si avvicina e del tutto innocentemente mi fa:"Ei! il giorno dell’Epifania i Nomadi sono a Napoli,mi pare di aver letto che c'è anche Ian Anderson!!!" e io che spalanco gli occhi, il cuore che si ferma:"...èèèèèèèèèèèèè? ma sei sicuro? ma ti rendi conto di quello che mi stai dicendo?" il povero Fabio non conferma nel timore che se per caso si fosse sbagliato il rischio sarebbe veramente grosso, ma aveva ragione e così arriviamo a quella mattina magica del 6 gennaio 2004, raiuno trasmette il concerto non in diretta, ma fa niente, io che mi alzo prestissimo e saltello per la stanza come una matta , i Nomadi che cantano "Trovare Dio" e per inciso mi pare proprio che siano stati fra i pochi se non gli unici dei grandissimi artisti intervenuti ad interpretare un pezzo del loro repertorio,anzi del loro ultimo cd...scusatemi se è poco....e poi il gran finale con due pezzi interpretati come al solito alla grande da Ian Anderson, accompagnato da Andrew Giddings al piano e Jonathan Noyce al basso, tre componenti su 5 dei mitici Jethro Tull, ed eccolo qua, un altro sogno impossibile che si è realizzato....è già…in questi tre anni sono stati tanti sto cominciando a perdere il conto, e questo è uno di quelli che credevo davvero impossibile, i Nomadi e i Jethro Tull, i miei miti nello stesso concerto !E chi lo avrebbe mai detto! Non c’era nulla che li unisse tranne quel linguaggio magico, oserei dire “elfico” hehehe! Parlato solo da chi sa scrivere e leggere su un pentagramma…è proprio vero, le vie della musica sono infinite, e anche quelle dei sogni impossibili!!!...Un emozione forte per me , ve lo giuro soprattutto perché i Nomadi secondo me possono davvero sentirsi orgogliosi di se stessi e del loro lavoro, sono andati li e ci sono andati con una loro canzone, insieme ad artisti di tutto il mondo che hanno fatto pezzi classici e non :dalla colonna sonora di "Mission" nella meravigliosa interpretazione della cantante portoghese Doulce Pontes alla fantastica "Boureè" :Bach secondo Ian , e ve lo dico con ancora negl’occhi e nell’anima non solo lui che la suona a due metri da me, ma sopratutto il coro impressionante che l’ ha accompagnata nel concerto dei Tull a Pistoia. Un esibizione di indubbio prestigio per i Nomadi, almeno dal mio punto di vista…suonare nello stesso concerto con gente di quel livello, senza dimenticare che un flautista eccezionale come Griminelli ha suonato sul palco sia dei Nomadi che dei Jethro Tull, dettaglio tutt’altro che trascurabile, credo proprio che capiti a pochi musicisti…sul fatto che sono grandi io dubbi non ne avevo mai avuti...adesso finalmente lo sanno tutti!!!! Complimenti davvero e naturalmente Sempre Nomadi. Debora
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