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I ricordi restano per sempre

 

Savona,27 gennaio 2007.

Ieri ho visto ancora una volta la P.F.M..

Sarebbe d’obbligo per me fare il solito resoconto , ma e’ stata un’occasione speciale perche’ per la prima volta ho portato mia figlia , dodicenne , ad un concerto .

Il resto della famiglia non ci ha seguito , ma occorre arrivare per gradi alle grandi conquiste.

Per una serie di eventi concatenati io ero seduto nella fila O mentre lei era in prima fila con una sua compagna di scuola.

A 12 anni….in prima fila …ad un concerto rock…..

A me non sono mai successe queste cose!!!

Per tutta la durata del concerto mi sono diviso tra la musica , la visione delle immagini proiettate ed il cercare di immaginare che cosa potesse passare nella testa di Elisa.

“Sapra’ apprezzare? Mi maledira’? Avra’ sonno?”

E non essendo lei vicina non avevo il termometro della situazione, ed i miei sforzi di cogliere da lontano qualche movimento della testa, qualche applauso sono risultati vani.

Per tranquillizzarmi e mettermi a posto con la coscienza mi sono detto che se non avesse apprezzato completamente l’evento , l’esperienza sarebbe risultata comunque indimenticabile e la PFM a Savona sarebbe stato il primo (spero non l’ultimo ) concerto con papa’.

Il giorno dopo le ho  chiesto di descrivermi la sua serata e lei , che ama scrivere come me , mi ha buttato giu’ le seguenti righe, che per me hanno molto valore…molto valore.

 

Ieri, 26 gennaio 2006 , ho visto il mio primo concerto.

Ero emozionata all’idea, anche se non lo davo molto a vedere, e cosi’ , durante il tragitto casa-teato Chiabrera, ho dovuto rassicurare mio padre che mi riempiva di domande del tipo:” Ma sei proprio sicura  di voler venire? “ o “ Sei davvero contenta o lo fai solo per me?”

Ma perche’ mio padre avrebbe dovuto farmi domande di questo tipo?

Bhè, non stavamo andando a sentire un concerto dei Finley ( o Findus, come li chiama lui), cioe’ uno dei miei gruppi preferiti, o gruppi che riempiono la mia quotidianità.

Al contrario , ci stavamo “avvicinando” alla P.F.M., che io francamente conoscevo solo di nome , per averlo sentito in casa.

Nella mia testa pero’ non c’erano tutti questi timori, anche perche’ sono sempre stata abituata a sentire qualsiasi tipo di musica , compresa quella classica a cui mi sono avvicinata dall’inizio delle medie.

E poi il primo concerto e’ sempre il primo concerto!!!!

Fuori dal teatro avevo appuntamento con Giulia, la mia compagna di classe , con padre al seguito.

Alle 20.30 …tutti dentro.

Io e papa’ avevamo 2 posti in fondo al teatro e Giulia 2 in prima fila e cosi’…via allo scambio di posti ed io e Giulia ci troviamo praticamente sul palco.

I 2 papa’ quasi fuori dal teatro!!!

Mi sentivo spaesata e dopo essermi seduta e liberata di giacca e sciarpa  ho incominciato a guardarmi attorno , felice di constatare che qualche fila piu’ indietro c’era la prof di ginnastica….almeno una volta sullo stesso piano.

Ma ecco che le luci si spengono,il sipario si apre e la musica incomincia.

Cio’ che ho provato e’ davvero difficile da descrivere.

Mi sono sentita ancora piu’ spaesata …quasi paralizzata per la tensione.

Le gambe vibravano con il pavimento ed i miei occhi erano spalancati ed intenti a cercare di captare il movimento,  troppo veloce per me, delle dita del chitarrista.

Ed ecco lo spettacolo.

Hanno proposto il loro nuovo lavoro, “Stati di Immaginazione” , accompagnato dalla proiezione di video a tema.

Alcuni mi hanno divertito ,altri sorpreso, anche se non tutto mi e’ risultato comprensivo.

Ogni volta che Franz Di Cioccio annunciava una canzone , le persone attorno a me urlavano e battevano i piedi e questo e’ un aspetto che mi ha molto divertito.

Una volta vinta la timidezza, anche io e Giulia abbiamo partecipato ai cori di “ohhhh”, che si innalzavano e quando all’ultimo  quel batterista, che inizialmente sembrava un po’ pazzo, quello che mio padre definisce “animale da palcoscenico” , ci ha proposto di liberarci dallo stress settimanale , suggerendoci di urlare, battere i piedi , senza pensare…..bhe, ormai ero completamente “integrata”.

Alle 23.30 il concerto e’ finito, e guardandomi attorno un’ ultima volta , mentre il teatro si svuotava, ho realizzato che avevo condiviso per 2 ore e mezza uno spazio ed un evento con una generazione molto lontana da me , ma che come me riesce ad emozionarsi davanti ad una canzone , seppur diversa dai “miei “Finley.

Papa’ dice sempre che la musica e’ solo di 2 categorie, quella che ti fa stare bene, che ti da emozioni con poche note, e quella che al contrario non ti lascia niente , anche se tecnicamente perfetta, ed e’ un concetto che capisco perfettamente.

Tornando a casa a piedi papa’ mi e’ venuto sotto , alla ricerca di qualcosa di inaspettato.

Non so se e’ rimasto soddisfatto delle mie parole …..ma io sono stata sincera…come sempre.

Lui  ha condotto il discorso dove voleva e , aggirando il discorso musicale , mi ha portato a riflettere sulle doti di comunicatore di Franz( ma quanta confidenza!!) , un musicista capace di coinvolgere il pubblico sino ad  “obbligarlo “ ad un …..”Ceeeeee….leeeeee….brescionnnnnn”.

Come dargli torto.

Anche io , seppur piccola, riesco a capire questi aspetti .

Ma sicuramente anche i “Findus” sono cosi’!!!

Una volta a letto, ancora frastornata, mi e’ venuto spontaneo pensare:

“Chissa’ se tra qualche anno qualche ragazzo pensera’ la stessa cosa della mia musica , considerandomi …di una generazione passata!!!

 

Elisa, la ruota gira inesorabile….ma i ricordi restano per sempre.

                          Athos

 

ps: Caro Athos ,se per te questa testimonianza della tua, sicuramente adorabilissima figlia,ha molto valore...a me, mi lascia senza parole proprio. Bravissima Elisa che a 12 anni riesce a scrivere così, della sua passione per la musica...

"Cara Elisa ,ce l'avessi avuto io, un papà che ha 12 anni mi portava al concerto della Pfm! Probabilmente avrei scoperto uno dei grandi amori della mia vita molto tempo fà (sto parlando dei Jethro), e invece il mio di papà, mi aveva comperato la fisarmonica e sperava che imparassi a suonare i waltzer di Castellina_Pasi, altro che Findus!  Devo dire che, non ho imparato a suonare la fisarmonica ma, in compenso, sono diventata un ottima ballerina di liscio, in questo modo anche se non riesco a suonare i waltzer che ama tanto,almeno posso ballare con lui,basta questo per renderlo felicissimo...Questi papà sono proprio eccezionali! Non è vero Elisa?Un grosso bacione !

Debora

 

 

 

 

 

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